Trigger Warning by Neil Gaiman

Trigger Warning by Neil Gaiman

autore:Neil Gaiman [Gaiman, Neil]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Narrativa
ISBN: 9788852076381
editore: Mondadori
pubblicato: 2016-10-03T22:00:00+00:00


GERUSALEMME

Non cesserò di combattere con la mente

Né la spada dormirà nella mia mano

Fino a che non avremo Gerusalemme edificato

Nella verde e amena terra d’Inghilterra.

WILLIAM BLAKE

Gerusalemme, rifletté Morrison, era come una vasca profonda, dove il tempo aveva lasciato un sedimento troppo denso. Era stato sommerso da Gerusalemme, erano stati sommersi entrambi, e lui sentiva la pressione del tempo spingerlo verso l’alto, spingerlo fuori. Come se stesse nuotando troppo in profondità.

Era contento di esserne uscito.

Il giorno seguente sarebbe tornato ancora una volta al lavoro. Il lavoro fa bene. Gli avrebbe dato qualcosa su cui concentrarsi. Accese la radio e poi, a metà canzone, spense.

«Mi stava piacendo» protestò Delores. Era impegnata a pulire il frigo prima di riempirlo con le provviste fresche.

«Scusami» disse lui. I pensieri gli s’ingarbugliavano, con la musica accesa. Aveva bisogno di silenzio.

Chiuse gli occhi e, per un attimo, era di nuovo a Gerusalemme, sentiva sul viso il caldo del deserto mentre scrutava la città vecchia e, per la prima volta, si rendeva conto di quanto fosse piccola. Che la vera Gerusalemme, duemila anni fa, era più piccola di un paesino della campagna inglese.

La loro guida, una donna magra e rugosa sulla cinquantina, indicava. «Lì è dove con ogni probabilità fu pronunciato il discorso della montagna. Lì è dove Gesù fu arrestato. Là venne tenuto prigioniero. Processato davanti a Pilato laggiù, dall’altra parte del Tempio. Crocifisso su quella collina.» Aveva meccanicamente indicato le stradine scoscese, poi di nuovo in alto. A piedi si girava in qualche ora al massimo.

Delores scattava fotografie. Lei e la guida avevano legato fin dall’inizio. Morrison non avrebbe voluto visitare Gerusalemme. Avrebbe preferito fare le vacanze in Grecia, ma Delores aveva insistito. Gerusalemme era “biblica”, gli aveva detto. Era un pezzo di storia.

Avevano percorso la città vecchia iniziando dal Quartiere Ebraico. Scalette di pietra. Negozi chiusi. Souvenir da quattro soldi. Avevano incrociato un tale con un enorme colbacco nero e il cappotto pesante. Morrison aveva fatto una smorfia sofferente. «Starà schiattando di caldo.»

«Si vestivano così in Russia» aveva spiegato la guida. «Si vestono così anche qua. Il colbacco è per le feste. C’è chi ne indossa perfino di più grandi.»

Delores gli appoggiò davanti una tazza di tè. «Un penny per i tuoi pensieri» disse.

«Stavo ricordando le vacanze.»

«Non è il caso di starci a rimuginare» disse lei. «Meglio lasciar perdere. Perché non prendi il cane e ti fai una bella passeggiata?»

Morrison bevve il tè. Quando andò a mettergli il guinzaglio, il cane lo guardava con aria di attesa, quasi che volesse dire qualcosa. «Andiamo, bello» disse lui.

Prese a sinistra, lungo la strada alberata, per dirigersi verso Hampstead Heath, “la Brughiera”. Lì era verde. Gerusalemme invece era dorata: una città di sabbia e roccia. Dal Quartiere Ebraico avevano raggiunto il Quartiere Musulmano, con i suoi affollati negozi stipati fino al soffitto di dolciumi, frutta, sgargianti capi di vestiario.

«E le lenzuola erano sparite» aveva detto la guida a Delores. «Sindrome di Gerusalemme.»

«Mai sentita» aveva risposto lei. Poi, a Morrison: «Tu ne hai mai sentito parlare?».

«Non stavo ascoltando» aveva detto Morrison.



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